L’OSPEDALE CIVILE DI AGROPOLI

Il ritorno dell’ Ospedale Civile ad Agropoli , o meglio del Pronto Soccorso Attivo e della sua necessaria dotazione di piena funzionalità , non può più passare per le vie della grazia della politica ma deve passare per le vie del DIRITTO alla salute di questo territorio che conta numerose presenze stabili ed enormi presenze fluttuanti che non possono sopravvivere a tale mancanza.
L’assenza di Ospedale in un territorio così popolato potrebbe essere sopportata (per poco) soltanto se non fosse già presente l’intera struttura edilizia , per la cui realizzazione è stato richiesto un notevole impegno economico.
La nascita dell’Ospedale così come la sua demenziale soppressione non nasce da una valutazione economica ma nasce da una valutazione politica che all’origine era finalizzata a creare consenso per classi politiche ed alla fine è stata finalizzata a portare vantaggio ad altri territori.
Vantaggi che non sarebbero mai potuti arrivare in questi altri territori se prima non venisse a mancare l’ossigeno ad Agropoli.
Se la motivazione della soppressione è da ricercarsi nella razionalizzazione della spesa sanitaria risulta evidente che solo una classe politica e dirigenziale demente avrebbe potuto pensare a tale soluzione . Razionalizzare la spesa di gestione e mantenere in vita l’indispensabile Ospedale Civile ad Agropoli poteva (e deve) essere possibile senza per questo prevederne la sua soppressione.
Se la motivazione è da ricercarsi anche nell’equilibrio fra razionalizzazione della spesa e mantenimento in vita di strutture valide nel merito , allora bisogna subito individuare Chi (ed anche quale parte politica) è colpevole di non aver reso valido per tanti anni l’Ospedale di Agropoli .
Certamente non sono colpevoli i cittadini che avevano ed hanno bisogno di questa struttura.
Quindi certamente non devono essere i cittadini a pagare le colpe di questa eventuale mancanza di validità che comunque poteva essere ripristinata con pochissima spesa ordinaria e con un normale controllo.
Sperare , quindi , che la politica regionale debba risolvere la questione “Ospedale Civile di Agropoli” significherebbe solo dividere ancora di più il territorio senza centrare l’obiettivo che deve restare invece sempre ancorato alla popolosità del territorio ed al suo legittimo diritto alla salute che non può essere allontanato solo perché bisogna alimentare la crescita di altri territori che non hanno questa sensibile necessità.
La validità di un servizio che offra il giusto diritto alla salute, compatibile con lo stato reale del territorio , è legata alla rapidità di trasporto fino all’ospedale e cioè al minor numero di chilometri da percorrere.
E’ illogico allontanare questa “validità” per quel territorio che è già dotato della struttura fisica dell’ospedale che , oltretutto , è anche di eccellenza.
Quindi ,ed in conclusione , le vie del DIRITTO alla salute di questo territorio possono essere percorse da Chiunque abbia buon senso e per questo non c’è bisogno di sperare nella politica anche perché la distruzione dell’Ospedale Civile di Agropoli è partita dal centro sinistra ed è stata conclusa dal centro destra.
Chi ha notizie diverse , le riferisca !
I risultati positivi dell’effettivo ritorno dell’Ospedale in Agropoli devono arrivare molto prima delle prossime consultazioni elettorali e devono essere indipendenti da queste.
Con tanta stima
Agostino ABATE

IL LEADERISMO

Quando in un sistema democratico deliberativo e partecipativo si insinua la “politica del leaderismo assoluto” allora il sistema si sconvolge al punto tale che la democrazia risulta solo di facciata.
In tale leaderismo si potrà ritrovare anche più rapidamente qualche soluzione in più per l’aspetto formale del territorio ma certamente questo maggiore aspetto formale viene pagato a caro prezzo.
Il popolo di Agropoli non troverà mai il suo connaturale , e soprattutto AUTONOMO , sviluppo politico-amministrativo fino a quando non deciderà di “parlarsi” ovvero fino a quando non troverà la capacità di confrontarsi nel dialogo anche se con partenza da posizioni differenti .
In assenza di un tale costante confronto si continuerà a regalare la numerosa potenza elettorale territoriale (della città) a Chi , non avendo sintonia affettiva con lo stesso territorio, cerca solo e soltanto un “quorum” da spendere .
Abbiamo bisogno di una capacità diffusa di reciproca legittimazione democratica, per agire concordemente su priorità strategiche nella ricerca dell’interesse generale territoriale.
Agropoli merita una politica nuova nei comportamenti, decisa e chiara sulle scelte, ma soprattutto coraggiosa nella finalità del confronto : non possiamo più tollerare di vivere in un posto stupendo che diventa poi un deserto in ogni fase della vita in cui deve primeggiare il confronto .
L’obiettivo della vita di un popolo non è trovare il migliore pensiero individuale , bensì il pensiero collettivo.
Una cultura del leaderismo assoluto, che celebra un capo sciolto dai minimali vincoli democratici, è dura a morire ma il popolo di Agropoli deve trovare il coraggio di parlarsi.
L’era del leaderismo assoluto deve finire.
Con tanta stima
Agostino ABATE

DOVE RITROVARE L’AUTONOMIA FUNZIONALE DEL CONSIGLIO COMUNALE ?

Per tante motivazioni più volte espresse con chiarezza e con decisione , credo che sia a TUTTI chiaro che la mia funzione di consigliere comunale è politicamente inquadrata in un ruolo di opposizione a questa amministrazione .
In tale ruolo ho subito e continuo a subire una costante disinformazione sull’attività amministrativa e soprattutto un costante ritardo sulla ricezione delle proposte di deliberazioni da discutere in seduta di Consiglio Comunale.
Tutte le proposte di deliberazioni più significative vengono depositate nell’ultimo giorno utile regolamentare che quasi sempre è seguito da uno o due giorni di festività; considerato che i giorni utili sono appena quattro lascio immaginare il tempo residuo che mi rimane per documentarmi su tali importanti deliberazioni .
Dopo una contestazione continua e costante sono riuscito a sensibilizzare il presidente del Consiglio Comunale e la conferenza dei capigruppo al punto tale da ottenere almeno per la seduta di consiglio Comunale del 28 novembre 2013 una chiara ed inequivocabile decisione e cioè quella di depositare gli atti entro il 15 novembre 2013.
Per tutta risposta gli atti più significativi mi sono stati trasmessi solo tre giorni prima la data della seduta di Consiglio Comunale del 28.11.2013.
Alla mia decisa contestazione , il Presidente del Consiglio Comunale ha ritenuto che quanto rilevato dal Sindaco circa l’avvenuto rispetto dei tempi regolamentari era GIUSTO e , quindi , la seduta di Consiglio Comunale poteva proseguire con regolarità.
A questo punto mi chiedo : ma la decisione sovrana della conferenza dei capigruppo , che tiene a capo il presidente del Consiglio Comunale , è stata solo un dato inutile ? Chi dirige il Consiglio Comunale ?
Avevo deciso di affidare questa mia ulteriore contestazione alla stampa ma vedo che anche questa decisione è stata inutile almeno per alcune testate .
Ho letto infatti articoli di stampa che citano solo le notizie relative agli argomenti trattati in seduta di Consiglio Comunale come se niente fosse accaduto in ordine alla contestata regolarità della seduta .
Ad ogni buon fine di conoscenza dei Fatti Vi allego di seguito le mie dichiarazioni.
Con tanta stima
Agostino Abate – consigliere comunale –

DICHIARAZIONE DI PREGIUDIZIALE ALLA SEDUTA DI CONSIGLIO COMUNALE DEL 28/11/2013

Gent.mo Sig. Presidente ,
in forza degli atti amministrativi relativi a questa seduta di Consiglio Comunale (verbale della conferenza dei capigruppo – comunicazioni della Sua Presidenza – redazione delle proposte deliberazioni – data di trasmissione delle stesse ) devo purtroppo constatare e denunciare alla sua attenzione ed in via pregiudiziale che i miei diritti relativi alla mia funzione di consigliere comunale sono stati ancora una volta ignorati e prevaricati dai Fatti .
La conferenza dei capigruppo tenutasi il 29/10/2013 aveva stabilito che tutte le proposte di deliberazioni, complete di allegati , pareri , etc. , dovevano essere depositate presso l’Ufficio di Segreteria entro il 15/11/2013.
Con mia nota prot. N. 28503 del 18/11/2013 , ho fatto richiesta di attivazione di tutte le disposizioni idonee per la trasmissione di tutta la documentazione inerente le varie proposte di deliberazioni che S.V. avesse inserito in questo ordine del giorno .
A seguito di questa mia legittima richiesta Lei , in data 19/11/2013 con lettera prot. N. 28622, ha attivato una Sua apposita richiesta all’Ufficio di Segreteria ed ai Responsabili di Area , invitandoli a trasmettermi subito le proposte deliberazioni.
Ebbene per tutta risposta le più importanti deliberazioni iscritte all’ordine del giorno di questa seduta di Consiglio Comunale mi sono state trasmesse solo tre giorni prima della data di questa seduta e, quindi , in netto fuori temine previsto dall’art. 42 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale.
CONTROLLARE E VERIFICARE !
E’ questa una prevaricazione che sto denunciando da oltre un anno !

Sig. Presidente , rilevo , dalla Sua richiamata nota del 19/11/2013 prot. N. 28622 , che ha finalmente deciso di attivarsi per consentire a TUTTI i consiglieri comunali una adeguata informazione necessaria per poter garantire la discussione in aula e l’esercizio del voto così come previsto dalle disposizioni normative vigenti nonché dal nostro Regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale .
Dedicandole un sentito ringraziamento per tale decisione , voglio però significarLe che non intenderei assistere alla sola formalità ma intenderei invece toccare la sostanza di questa sua legittima decisione di conformità alle regole che questo sovrano Consiglio comunale deve vivere per legge e per Regolamento.

Rilevato però che la vera sostanza delle proposte deliberazioni mi è stata trasmessa solo in data 25/11/2013 alle ore 10:00 e cioè dopo dieci giorni dalla data decisa dalla conferenza dei capigruppo da Lei presieduta e da Lei sostenuta così come ho già riferito , ritengo che questa seduta di Consiglio comunale non può tenersi e se questa seduta dovesse continuare come se Nulla fosse accaduto allora devo ricredermi , ritirare i ringraziamenti e dedurre che le decisioni della conferenza dei capigruppo, da Lei presieduta , è stata solo una inutile e biasimevole formalità che fin da ora contesto e che porrò all’attenzione del Prefetto di Salerno .
Ogni eventuale tentativo di giustificazione del ritardo e di obbligo di tenere questa seduta entro e non oltre il 30/11/2013 , in quanto tale sarebbe la scadenza ultima per l’assestamento di bilancio , non apporterebbe alcuna consequenziale giustificazione alla mancata informazione ai consiglieri comunali , necessaria per poter garantire la giusta discussione in aula e l’esercizio del voto.
Resterebbe infatti sempre attiva ed operante la protervia con cui si opera in disaccordo con le legittime pretese del Consiglio Comunale estrinsecate in legittima riunione della conferenza dei capigruppo.
Per quanto sopra Le chiedo di intervenire con l’autorità che le compete in quanto , così come più volte ho già sottolineato , il regolare esercizio dei miei sacrosanti diritti di consigliere comunale passa anche e soprattutto per la fattiva vigilanza del Presidente del Consiglio Comunale .
Nel caso di prosecuzione di questa seduta di consiglio Comunale che ritengo essere del tutto illegittima per tutte le motivazioni innanzi espresse , mi vedo costretto a denunciare tale illegittimità alle competenti autorità superiori ed agli organi di stampa ma non abbandono l’aula e sottolineo , fin da ora , che la mia sola presenza fisica in aula non sana alcun abuso regolamentare così come ogni mia astensione dalle votazioni che è causata proprio dalla impossibilità alla mia necessaria informazione sugli argomenti iscritti all’Ordine del Giorno originata dal mancato rispetto dei termini imposti dalla conferenza dei capigruppo e dal vigente Regolamento per il Funzionamento del Consiglio Comunale .
Dichiaro di rimanere in aula fino alla discussione del punto n. 11 all’Ordine del Giorno proprio per acquisire informazioni e fare rilievi circa una importante verifica contabile eseguita dalla Ragioneria Generale dello Stato e da cui sembra essere scaturito a mio carico un tentativo di costituzione in mora effettuato dal Sindaco per € 133.467,44.
Agostino ABATE – consigliere comunale –

DICHIARAZIONE DI VOTO PUNTO N. 11 ALL’ODG DELLA SEDUTA DI CONSIGLIO COMUNALE DEL 28/11/2013

Sig. Sindaco , dopo aver ascoltato quanto riferito in ordine alla proposta deliberazione iscritta al punto n. 11 dell’ODG e che nella sostanza si identifica nella costituzione di un apposito fondo svalutazione crediti perché nei bilanci esaminati erano stati inseriti residui attivi di difficile esigibilità , rilevo che tale proposta deliberazione è a soddisfazione di un solo punto dei rilievi mossi a seguito delle irregolarità emerse nel corso della verifica amministrativo-contabile eseguita dal 12 luglio al 16 settembre 2011 presso il comune di Agropoli e con precisione a soddisfazione del punto n. 2 dei richiamati rilievi.
Prima di significarLe i miei rilievi e le mie eventuali contestazioni sugli altri punti di rilievo della Ragioneria Generale dello Stato e di cui alla nota n. 68590-U del 12.08.2013 , non trattati in questa proposta di deliberazione in discussione , RILEVO che Lei in data 17/10/2013 con lettera raccomandata prot. N. 25890 mi ha costituito in mora fino all’importo massimo di € 133.467,44 indicato nella relazione ispettiva prot. N. 0127296 del 3 gennaio 2012 del Ministero dell’economia e Finanze per l’annualità 2008, diminuito della quota riconosciuta scomputabile con nota prot. N. 68950 del 12.308.2013 dei servizi Ispettivi del Ministero dell’economia e Finanze.
Ebbene per tale costituzione in mora Le chiedo ufficialmente :
• Quale è il rilievo che è stato mosso nei miei confronti di consigliere comunale di quell’epoca ?
• Quale documentazione è stata mai a me notificata da Lei o da altri per rendermi edotto su di un mio errore commesso nell’esercizio del mandato elettorale per l’annualità 2008 che avrebbe scatenato il rilievo indicato nella richiamata relazione ispettiva .?
• Da quale documentazione ha estratto l’importo massimo di € 133.467,44 per il quale ha effettuato il tentativo di messa in mora di cui alla lettera raccomandata prot. N. 25890 del 17/10/2013 ?
• Quale è stato il percorso logico-giuridico da Lei effettuato per individuare i nominativi cui è stata indirizzata la lettera raccomandata precitata ? , atteso che non sono riuscito a ricostruirlo .
• Da quale documentazione a me notificata in concomitanza della improvvisa comunicazione di costituzione in mora io potrei rilevare estremi di Diritto e di Fatto da cui poter far discendere una consapevole conoscenza di un mio errore commesso nell’esercizio del mandato elettorale per l’annualità 2008 oppure una consapevole conoscenza di un suo grossolano errore nell’individuarmi come soggetto da costituire in mora .
——————————————————————————————
Gent.mo Sig. Sindaco dopo aver ascoltato le sue risposte e dopo aver letto e riletto la documentazione intera che è stata richiamata ma che non mi è stata mai trasmessa nonostante per ben due volte io l’abbia richiesta a Lei personalmente ed all’assessore alle politiche economiche e finanziarie di allora (Dott. Adamo Coppola) (cfr. mia richiesta prot. N. 19597 del 25/07/2013 e prot. N. 20011 del 30/07/2013) , rilevo che il tentativo di messa in mora è affetto da valutazioni erronee che ne annullano ogni effetto in quanto destinato a persone che NULLA hanno a che vedere con le verificate gravi anomalie commesse in sede di quantificazione del fondo per il personale .
Spiego il perché di tale estraneità non prima però di farLe ancora rilevare che allorquando la Procura Generale della Corte dei Conti La invita a provvedere
• a costituire in mora tutti coloro che hanno partecipato al procedimento di costituzione e certificazione del fondo per il trattamento accessorio del personale per gli anni oggetto della verifica ispettiva
vuol sicuramente significare che solo Lei , nella qualità di Capo dell’Amm.ne Comunale , avrebbe potuto e dovuto ricostruire il percorso amministrativo , seguito effettivamente e racchiuso nei documenti amministrativi e deliberativi , che aveva portato all’incremento delle risorse decentrate variabili ex art. 15 comma 5 del CCNL 1999 e certamente non sta a significare metti in mora tutti coloro che hanno partecipato alla delibera di Consiglio Comunale xxx oppure alla delibera di Giunta Comunale YYYY.
E’ infatti evidente che le regole per la integrazione del fondo sono fissate in modo rigido dai contratti e tali regole sono conosciute ed applicate dai dirigenti che devono predisporre un programma annuale di miglioramento dei servizi, con la specifica indicazione di obiettivi credibili, concreti e realizzabili e poi segue l’approvazione del programma da parte della Giunta che lo allega alla proposta di bilancio con la indicazione delle risorse aggiuntive ex art. 15, comma 5.
Quindi allorquando il Consiglio Comunale approva il bilancio non fa altro che accettare la delibera di Giunta sulla specifica proposta di finanziamento del programma di miglioramento.
Segue poi da parte di tutti gli altri soggetti , e certamente NON da parte dei Consiglieri comunali :
• la verifica del conseguimento degli obiettivi
• il pagamento dei compensi in relazione all’apporto individuale accertato dai dirigenti competenti e verificato da Chi ha la funzione di garante della legalità dell’azione dell’Ente.
Non accertare la produttività nella PA che deve essere collegata ad una programmazione per obiettivi da raggiungere in un certo tempo e con determinate risorse , significa erogare una risorsa aggiuntiva in modo indiscriminato ed a pioggia e ciò comporta una deminutio patrimoniale per le finanze dell’ente e ,quindi , danno erariale .
Di tale danno erariale ne è responsabile la Giunta , per aver adottato la delibera che ha autorizzato i pagamenti , e gli altri Soggetti abilitati a formulare rilievi sulla delibera e che non hanno mai formulato ed i Responsabili della contabilità per aver effettuato i pagamenti .
Infatti “La prescrizione inizia a decorrere dal momento in cui ha avuto luogo la corresponsione ai soggetti non aventi titolo, e in specie dai singoli mandati di pagamento, piuttosto che da quello in cui sono stati adottati gli atti di cui quella corresponsione costituisce attuazione”.
Per quanto sopra riferito , ritengo che in qualità di consigliere comunale non ho mai partecipato ad atti amministrativi di costituzione e certificazione del fondo censurato dalla Ragioneria Generale dello Stato e pertanto la costituzione in mora da Lei erroneamente effettuata “tout court” è illegittima ed immotivata e per ogni migliore effetto di legge La invito a revocarla ed a procedere ad individuare i veri soggetti che hanno partecipato alla produzione delle anomalie che hanno causato danni all’erario.
La presente ultima dichiarazione e richiesta di revoca vale come comunicazione diretta al Sindaco di Agropoli.
Agostino ABATE – consigliere comunale –