TRENTOVA : LA SCELTA E’ FATTA

Sui  Fatti e sugli Atti amministrativi che hanno accompagnato (?) le ultime e recenti scelte sulla  “questione”  Trentova ci sarebbe tanto da dire e tanto da scrivere .

Si potrebbe partire dalla illegittimità soggettiva di Chi ha sottoscritto il contratto di comodato d’uso o dalla illegittimità dell’impegno di spesa per lavori di ristrutturazione della masseria di altrui proprietà ed arrivare alla  irregolarità  sulla  individuazione del capitolo di bilancio  sui cui è gravato   l’impegno economico per tale ristrutturazione .

Ma  la domanda  dagli effetti  più deliranti è :   Chi ha  avuto la fortuna (?) di ascoltare il Sindaco prima che prendesse  la sua decisione?  Quale metodo ha seguito per formare e formalizzare la sua decisione? Quali consultazioni ha effettuato  e   con Chi ha condiviso la sua scelta?

Quello che colpisce è il contrasto tra il suo “monocraticismo” di fatto e la sua teorizzazione di partecipazione diffusa , quasi a voler far credere che si tratti di una forma avanzata di democrazia diretta. Più che di democrazia diretta nella formazione dei processi decisionali, sembra spesso di assistere a un processo di divulgazione diffusa di decisioni già prese e lanciate al popolo con l’effetto sorpresa: “annunciare e stupire”, coltivando molto l’ effetto “immagine” più che quello del “contenuto formale e sostanziale”.

In questo verso e con questo metodo è “andata”  anche la scelta su Trentova.

C’è però  da aggiungere  che  il meraviglioso territorio di  Trentova   non appartiene    ad un’amministrazione pro tempore e tanto meno al Sindaco , ma a tutti i cittadini, presenti e futuri e , quindi, ogni scelta  amministrativa  , anche la più elementare e/o la più temporanea , spetta  sempre al Consiglio comunale che è l’unico organo istituzionale rappresentativo dell’intera collettività .

Non cercare neanche di interloquire con questo sovrano Organo collegiale crea una barriera tra la cittadinanza e l’Amministrazione, invisibile ma molto significativa.

Non vorrei sentirmi rispondere che esiste un filo diretto fra il popolo agropolese ed il Sindaco in quanto a questo punto  mi chiederei  << a che serve il Consiglio comunale in questa nostra città>>?

Questa città ha bisogno anche e soprattutto di  democrazia partecipativa effettiva e non  formale. Per tale democrazia partecipativa  la politica che <<comanda>> deve creare le giuste condizioni  e penso che oggi  ad Agropoli queste condizioni  vanno richieste e  sollecitate  con forza e coraggio , e prima che sia troppo tardi .

È mia convinzione che soltanto nella ‘prossimità’, fortemente condizionata dalla conoscenza e dal legame con il territorio, è possibile ricavare le risposte più efficaci strettamente connesse a Chi vive ed opera su quel territorio e , quindi  , è  sempre necessario amministrare  con partecipazione .

Concludo con la mia solita ed ovvia precisazione e cioè quella di essere sempre disponibile per un qualsiasi pubblico confronto nel caso in cui si volessero contestare le mie dichiarazioni di   inadeguatezza ed illegittimità degli atti amministrativi formalizzati fino ad oggi su Trentova .

Con tanta stima

Agostino Abate – consigliere comunale –