Attenzione sulla riunione del (PUC) piano urbanistico comunale

A TUTTE LE FORZE POLITICHE e SOCIALI
PRESENTI ED OPERANTI SUL TERRITORIO COMUNALE DI AGROPOLI

A T T E N Z I O N E

A sorpresa e senza aver mai ricevuto , nella mia qualità di consigliere comunale , una convocazione relativa ad una qualsiasi discussione sulla fase redazionale del Piano Urbanistico Comunale (PUC), ho preso atto e conoscenza che il Sindaco , dopo aver approvato con delibera di Giunta Comunale il Preliminare del PUC , ha fatto affiggere in città MANIFESTI di INVITO per una CONSULTAZIONE di tutti i soggetti pubblici e privati al fine di una CONDIVISIONE da aversi in conclusione di una riunione fissata per lunedì 17 giugno p.v. alle ore 10.00 presso l’aula consiliare del comune di Agropoli .
Sulla tardività della Consultazione e della Partecipazione dei cittadini in ordine ai contenuti delle scelte di pianificazione , che nascono fin dal Preliminare di Piano, e sulla novità equivoca della già avvenuta approvazione in Giunta Comunale del Preliminare di Piano , ho già iniziato il percorso a difesa della democrazia consiliare e , quindi , a difesa della città rappresentata nella sua interezza solo e soltanto dal Consiglio Comunale .Il “passaggio” improvviso di questa unica convocazione della riunione multipla (16 soggetti pubblici + soggetti privati + intera comunità cittadina) in un momento particolare che la città sta vivendo per le note vicende dell’ ospedale , insospettiscono tanto da valutare la convocazione inopportuna , capziosa ed inefficace per qualsiasi sostanziale contributo formativo previsto dalle norme vigenti e che , usualmente, viene ,invece, ben praticato in tutte le altre comunità territoriali .

Vi invito perciò a consultarvi con i Vostri esperti di fiducia e ad intervenire con forte volontà di partecipazione allo sviluppo del territorio comunale prima che sia troppo tardi.

Con tanta stima
Agostino ABATE – consigliere comunale –

Agropoli , 13 giugno 2013

 

Pietro Faniglione il 14 giugno 2013 alle 11:39 scrive:

Cosa riguarda in particolare!? o non si conosce niente….

Agostino Abate il 15 giugno 2013 alle 11:00 scrive:

Riguarda la condivisione del Preliminare del PUC già approvato dalla Giunta Comunale.
La norma e la prassi vuole invece che il Preliminare del PUC doveva essere redatto proprio con la partecipazione attiva delle organizzazioni sociali , culturali , economico-professionali , sindacali , ambientaliste e della cittadinanza .
La giunta avrebbe dovuto approvare solo dopo tale attiva partecipazione.
L’altra disconnessione è anche quella relativa al Fatto che non vedo assolutamente praticabile l’idea di far condividere un intero preliminare a tutte queste organizzazioni in una semplice seduta.
In questa denegata ipotesi , congegnata dall’Amm.ne comunale , la riunione è solo una formalità .

Ospedale di AGROPOLI…….una vicenda inquietante

Ospedale di AGROPOLI – una vicenda inquietante –

Avevamo  ed abbiamo Tutti  capito perché un ospedale si chiude  ed un altro No , eppure ancora oggi  c’è qualcuno che vuol nascondere la verità pur di non accusare l’arroganza e la prepotenza esercitata dalla politica  per immettere Agropoli in queste  condizioni relative rispetto ad un altro ospedale.

Ieri sera , 06/06/2013, si è avuta l’ennesima conferma , da parte del presidente della regione Campania , del ministro alla Salute e di tanti altri ospiti della trasmissione televisiva “Porta a Porta”,  che l’ospedale di Agropoli viene chiuso perché non produce numeri e soprattutto perché non produce qualità.

L’ospedale chiude per condizioni relative e non per condizioni  assolute .

In parole povere  l’ospedale  di Agropoli deve essere  chiuso perché  in relazione ad un altro ospedale  vicino,  e cioè Vallo della Lucania , non produce  numeri e  qualità  e siccome si deve risparmiare è giusto chiudere Agropoli.

Le domande  a cui bisogna dare una risposta  sono :

  • perché  l’ospedale di Agropoli che risulta essere a servizio di un  territorio ricco di abitanti residenti  e di popolazione fluttuante  non ha prodotto numeri e soprattutto qualità , nonostante  la struttura  sia  di ottimo livello e dispone di notevoli spazi stabili ?
  • perché nel periodo di  convivenza di due ospedali vicini  (Agropoli e Vallo della Lucania) , il Pronto Soccorso Attivo  dell’ospedale di Vallo della Lucania  ha  prodotto più numeri e più qualità  di quello di Agropoli ?
  • Forse l’utenza del Pronto Soccorso Attivo  dell’ospedale di Vallo della Lucania (max 8.000 residenti stabili) rispetto a quella dell’Ospedale di Agropoli (almeno 70.000 residenti stabili)  ha prodotto più   infarti e più ictus   e soprattutto perché l’avrebbe prodotta ?
  • Chi ha gestito in dotazioni , personale medico ed ausiliario  gli Ospedali di Vallo della Lucania e di Agropoli ?  Forse li ha gestiti  qualche amministrazione locale  ?

A tutte queste domande la risposta è sempre una :

perché la   politica regionale ha voluto così !

 

Se si fosse trattato  di   altre competenze (tipo : urbanistica – edilizia scolastica superiore – uffici  giudiziari , etc. etc.)  si sarebbe potuto parlare di programmazione e scelta politica  che rientra nella sfera di valutazione discrezionale riservata alla stessa politica , ma  trattandosi di   diritto alla salute  tale eventuale richiamo apparirebbe solo  demenziale e penalmente rilevante .

Così com’è penalmente  rilevante    è  stato   l’atto di procurare un ingiusto vantaggio a favore di un territorio minimale (dal punto di vista numerico stabile) ed a danno di un vasto territorio  ricco di utenza stabile .

E’ infatti chiaro , evidente ed elementare che in questa  scellerata  scelta della politica regionale si sono calpestate le più   elementari  regole previste dalla legge in materia di rispetto dei livelli minimi di assistenza sanitaria  di emergenza  da rispettare in una qualsiasi riorganizzazione  della rete ospedaliera  (D.P.R. 27 marzo 1992 e ss.mm.ii.) .

La logica sanitaria   è  , e deve continuare ad essere  ,  quella di fornire , su tutto il territorio nazionale , gli stessi livelli minimi di assistenza in fase di emergenza e certamente  la politica regionale non si doveva  permettere e non si deve permettere una  scelta che  sicuramente penalizza un  territorio  vasto a  favore di un territorio minimale .

E’ stato più volte dimostrato che  questa scellerata  e demenziale scelta politica è stata  effettuata in primis dal  centro sinistra a guida  BASSOLINO  e  poi  inseguita  favorevolmente (quasi a voler continuare  per  poi  evidenziarne  l’errore)  dal centro destra a  guida  CALDORO .

In questi anni che vanno dal 2008 (legge regionale 16 del 28/11/2008) fino ad oggi ,  puntualmente e dopo poche ore che un qualsiasi  cittadino   si sforzasse  di  far rilevare  gli errori  e gli orrori  della politica  in merito alla   deliberata  soppressione  del Pronto Soccorso Attivo dell’Ospedale  di Agropoli ,  è sempre  arrivata  pronta ed inopportuna  la precisazione  di qualche  politico locale che ha subito inneggiato  alla  prossima ed immediata   soluzione  della problematica  grazie all’intervento dell’onorevole  TIZIO (centrosinistra)   o dell’onorevole CAIO (centrodestra) .

Chi ha vissuto in questa città  ricorderà sicuramente  queste scene e saprà a CHI addebitare  responsabilità ed inefficienze  e potrà meglio  adoperarsi per denunciare e contrastare  questi    misfatti   politici!

 

Al fine di dare ancora un contributo a favore  della  verità dei Fatti ed a danno  della politica  regionale  incapace , sorda ed inopportuna , voglio ricordare a tutti i visitatori di questo sito  cosa è stato Fatto per scongiurare  il danno che stava per essere prodotto al nostro territorio dalle cosiddette  scelte politiche che poi altro non sono che  protezioni politiche a  favore di altro  territorio.

Scelte politiche che  oggi giustificano la nostra  ribellione !

 

  • DOCUMENTO N. 1

    – archivio della raccolta di circa 5.000 firme di cittadini che hanno sottoscritto la richiesta di impugnazione della legge regionale n. 16 del 28/11/2008 per violazione degli artt. 3,97 e 32 della Costituzione . Raccolta consegnata , all’epoca , al presidente del comitato pro ospedale Don Bruno Lancuba .


  • DOCUMENTO N. 2

      – richiesta al Presidente del Consiglio dei Ministri On.le Berlusconi ed al Ministro dei Rapporti con le Regioni  On.le Fitto , inoltrata con lettere raccomandate del 13/12/2008 , con allegate  ricevute .


  • DOCUMENTO N. 3

      – manifesto  <<DAL SELE  …. ALL ‘ALENTO>>  affisso sui muri di Agropoli  in data  gennaio  2009  ed in  cui si  denuncia  l’abbandono, da parte di alcuni  politici  regionali, di questo  territorio  al fine di proteggere i propri feudi elettorali .


  • DOCUMENTO N. 4

      – lettera del 02/01/2009 trasmessa al ministro Carfagna, all’On.le Cirielli , all’ing. Antonio Lubritto .


  • DOCUMENTO n. 5

    – copia ricevute raccomandate trasmesse al Ministro  Carfagna  + altri


  • DOCUMENTO N. 6

      – lettera del 07/06/2010 trasmessa dal comune di Agropoli con prot. n. 17664  al Presidente della regione Campania on.le Caldoro .


  • DOCUMENTO N. 7

      – delibera Consiglio  Comunale di Agropoli  n. 19  del 17/05/2010 e da cui si rileva che l’eventuale soppressione dell’Ospedale di Agropoli sarebbe in  contrasto  con le linee guida  di cui agli atti di indirizzo e coordinamento alle regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza  ed in  contrasto con i risultati della  commissione parlamentare di inchiesta istituita dal Senato della Repubblica Italiana – XIV legislatura –


  • DOCUMENTO N. 8 

    – manifesto  affisso sui muri di Agropoli  in ottobre 2010 ed in  cui  chiedevo aiuto per  costruire insieme un percorso popolare  cittadino e territoriale per denunciare e contrastare  i misfatti della politica regionale .

 

Potrei   allegare ancora  altre decine di documenti  ( ulteriori manifesti – ulteriori interventi in Consiglio Comunale – richieste di incontro con tutti i dirigenti scolastici  andate poi a vuoto per mancanza di collaborazione ; etc. etc, ) , ma preferisco  fermarmi qui , dichiarando però la disponibilità ad esibirli  per qualsiasi necessità  che potesse  risultare  utile  alla causa   del nostro territorio e della nostra città .

 

Con tanta stima

Agostino ABATE   (consigliere comunale)

 

Franco Scognamiglio il 9 giugno 2013 alle 10:48 scrive:

Caro Nino, sul tuo blog hai prodotto quello che hai fatto a titolo personale e per il partito a cui appartenevi. Spega ai cittadini cosa ha fatto concretamente il sindaco mentre Sapri e Roccadaspide puntavano i piedi a terra per avere garanzie sulla continuità assistenziale dei rispettivi ospedali.Ricordiamoci che la legge regionale porta la firma di Bassolino, che il vice presidente era Antonio Valiante tutti PD e lo stesso sindaco era ed è PD. Ora incriminare Caldoro e Squillante significa non ammettere le proprie responsabilità e voler fingere di stare dalla parte dei cittadini. Ipocrisia pura. Il polo oncologico qualificato nelle eccellenze era una bufala ed uno specchio per le allodole così come la proposta oscena della Caropresa di fare un ospedale di genere per le patologie della donna così come, ancora peggio, è la proposta di Squillante di indirizzare la struttura per i pazienti comatosi e neurovegetativi: con quale personale iperqualificato, con quali soldi -se soldi non ce ne sono- con quali attrezzature ed ambienti finalizzati. Ho fatto una ricerca su internet che ti posso mettere a disposizione e che ho inviato anche ad Infoagropoli ma che non ho visto pubblicata per la eccessiva lunghezza del testo.Non ci sono nella nostra città personaggi politici in grado di essere credibili e la finzione sbandierata al popolo serve per camuffare altre situazioni che non possono venire alla luce. Considera per un momento il rapporto con la clinica: Cobellis ha realizzato una megastruttura a ridosso di un megaospedale. Qui noi subiamo la chiusura del nosocomio con una clinica di dubbia conduzione manageriale (mi è stato riferito di infiltrazioni dubbie nella proprietà e gestione del complesso). Vi può essere un nesso fra la chiusura del presidio e la volontà di affermare certe presenze sul territorio?. Mi fermo qui pur sapendo che ci sarebbe tanto su cui riflettere. Povera città ma adatta alla mentalità di questa popolazione…purtroppo.

Agostino Abate il 9 giugno 2013 alle 20:36 scrive:

caro Franco, ti ringrazio per il contributo informativo e confermo tutto quello che hai scritto ma con due precisazioni:
1) Ho agito sempre per nome e conto della presidenza del consiglio comunale della mia città.
2) il primo vero motivo di contestazione con il capo del mio ex partito è stato proprio quello relativo alla sua indifferenza verso l’ospedale della mia città