La potestà effettiva del Consiglio Comunale in Agropoli continua a rimanere un sogno. 2° puntata

In questa  seconda puntata  Vi faccio rilevare che la situazione della democrazia  consiliare in Agropoli  peggiora continuamente  .

Con la benedizione  dell’arbitro ( e cioè  del  Presidente del Consiglio Comunale ) la squadra del Sindaco e della Giunta  spadroneggia  sul   campo (della democrazia e della  sovranità popolare)  e costringe il Consiglio Comunale all’angolo  o meglio in panchina  ad osservare .

Si va avanti solo con  una potestà  apparente  nel mentre  prevale quella  della Giunta Comunale costituita e  nominata   dal Sindaco.

Ieri 30/09/2013 il Consiglio Comunale , così come è  ormai abitudine consolidata   , ha ratificato  (con la mia totale opposizione)  una altra   ennesima delibera di Giunta Comunale del  13 settembre 2013 laddove si approvava una altra consistente variazione di URGENZA (?) del bilancio  annuale 2013.

Sì  , avete capito bene , la Giunta aveva approvato d’urgenza una  consistente variazione di bilancio appena due giorni dopo la seduta di Consiglio Comunale  del 11/09/2013 . ??????

E’ tutto chiaro  :  Il Sindaco e la  Giunta  propongono e dispongono  come meglio credono ed il Consiglio Comunale ratifica .  Ed il presidente  del Consiglio Comunale  boccia  le mie  dichiarazioni  di illegittima ritualità  dei termini temporali concessi  al sottoscritto consigliere comunale  per un serio e documentato esame delle proposte  consiliari .

Questa volta invece di inserire in questa pubblicazione  la mia dichiarazione di voto sulla richiamata ennesima  ratifica di delibera di Giunta che adotta  l’ennesima variazione di urgenza (?) di Bilancio , mi permetto far rilevare  che  non  è  solo il comportamento  del  Presidente del Consiglio Comunale ad agevolare il percorso dello sfascio della democrazia consiliare ma anche il comportamento di tanti altri soggetti che zittiscono  e/o che non partecipano a tale necessaria forma di democrazia .

Una  tale situazione di superiorità (del Sindaco e della Giunta)   si  determina , a mio avviso,  quando si assume   la prassi di considerare il Sindaco – quale organo del Comune – come l’unico rappresentante della volontà dei cittadini, poiché eletto direttamente.

Tale valutazione si è spinta fino al punto di considerare il confronto e la discussione in Consiglio Comunale quasi una sorta di un semplice passaggio “formale”   e questa concezione non è estranea alla prassi instauratasi anche nel Comune di  Agropoli .

A mio giudizio  ,  questa considerazione  è solo  una stortura istituzionale ed un errore politico.

Il Consiglio Comunale, al pari del Sindaco, viene eletto direttamente dai cittadini ed, oltre a questo, per espresso dettato legislativo (art. 42 T.U.E.L.) “è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo”, rivestendo, quindi, una funzione di primaria importanza.

Svolgere la funzione di  “indirizzo” dovrebbe, nel concreto, significare che il Consiglio Comunale dovrebbe “dettare” le modalità di comportamento politico-amministrativo nella generalità dei casi e, specialmente, nella definizione degli atti fondamentali riservati alla sua esclusiva competenza.

Per poter dettare tali comportamenti dovrebbe, dunque, “partecipare” alla formazione delle volontà fin dal sorgere delle esigenze di comportamento politico-amministrativo, se non si vuole che la funzione di indirizzo rappresenti una mera imputazione formale.

Proprio quest’ultima condizione, in particolare, non viene rispettata e, alla fine, la funzione del Consiglio Comunale viene “ridotta” a quella di un mero organo di ratifica di volontà politico-amministrativa i cui presupposti e le cui necessità vengono già individuati e delineate  dal Sindaco o dalla Giunta,  anche attraverso sedi di consultazione e di confronto esterni allo stesso Consiglio Comunale. Ecco, dunque, dove sta la stortura istituzionale che, come si diceva, nasce dall’assuefazione ad una concezione eccessivamente “piramidale” della struttura politico-amministrativa del Comune.

Continuando lungo questa direttrice vengono svuotate, contemporaneamente, la funzione di rappresentanza dei cittadini, il ruolo di ciascun singolo consigliere comunale e, alla fine, anche il ruolo delle forze politiche, alle quali, al contrario, andrebbe restituito il ruolo di protagonisti nella formazione e nella rappresentanza della volontà popolare.

 

Agostino ABATE – consigliere comunale – 

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