Una semplice riflessione

Il Sindaco e la sua Giunta stanno portando avanti l’iter per la formazione del PUC (Piano Urbanistico Comunale) seguendo un ordine inverso a quello stabilito dalla procedura di cui alla normativa vigente .
Questo ordine inverso è servito per porre da subito un freno alle possibili (ma legittime) immaginazioni dei cittadini amministrati .
Viene infatti consentito , così come riferisce il Sindaco , di osservare sulla  proposta della Giunta ma poi alla fine si tratterà sempre di osservazioni che saranno valutate dalla  stessa Giunta .

Nasce così un nuovo metodo democratico di  urbanistica partecipata ; si tratta del metodo ALFIERI.

Ho cercato , e   comunque cercherò , di informare la cittadinanza  su tale metodo personale  di urbanistica partecipata ed ho usato però  riferimenti normativi che hanno reso prolisso e forse non sempre comprensibile il messaggio .
Tali riferimenti normativi sono però serviti , e serviranno ancora , per porre un punto fermo sul diritto che spetta a Noi cittadini e che invece ci viene   propinato in modo diluito ed insignificante per una qualsiasi mente che vuole rimanere  conforme al DIRITTO.
Tale sforzo di informazione non è stato ( e non verrà ) mai  premiato da una chiara condivisione  e tanto meno <<raccolto>>  da una qualsiasi  forza politica o sociale presente in città ed interessata al confronto democratico  e critico .
Le motivazioni di tali  mancanze e/o di tali assenze possono essere molteplici e non sta a me valutarle o giudicarle anche se posso immaginarle.

La mia riflessione è però semplice :

<< Per evitare i rischi di una democrazia incompiuta è necessaria la partecipazione e il coinvolgimento attivo dei cittadini nelle decisioni politiche. Con una spinta che viene dal basso, è necessario che il sistema politico basato sulla democrazia rappresentativa sia integrato dalla democrazia partecipativa. Solo così i cittadini potranno tornare ad essere gli arbitri delle proprie vite e sentirsi parte di una comunità dove centrali siano il dialogo e la mediazione. Il primo  esempio  di forma e di luogo per la democratizzazione dei processi decisionali, che riguardano l’amministrazione della  città, è proprio la programmazione territoriale.
Su  questa  riflessione ad alta voce potrei  dire tante altre cose, ma queste mi  sembrano quelle essenziali per suscitare in altri uomini di buona volontà un discernimento comunitario tale che permetta ad ognuno di compiere la migliore scelta  in vista della programmazione e della gestione della nostra città .
​Ho  voluto rendere manifesta questa  riflessione da cittadino  libero e solidale  con tante persone e ciò al solo fine (almeno fino a quando non sarà dimostrato il contrario)  di dare  voce anche a tutti coloro che hanno delegato (quando hanno votato) ma che non hanno  avuto  rappresentanza amministrativa.
La  partecipazione attiva è  importante nei momenti ordinari e non solo in occasione delle elezioni.>>

 

Il  mio sito è aperto  anche  per questo .

con tanta  stima

Agostino ABATE – consigliere comunale – 


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