LA FRITTATA E’ PRONTA E SE NON LA VUOI MANGIARE RESTERAI DIGIUNO

IERI 11/09/2019 IL CONSIGLIO DELL’UNIONE DEI COMUNI ALTO CILENTO CON IL MIO VOTO CONTRARIO (unitamente a quelli di soli altri due consiglieri – sempre di minoranza-) HA APPROVATO L’ADESIONE DEL COMUNE DI CAPACCIO.
A nulla sono valse le mie contrapposizioni finalizzate alla prioritaria revisione dello Statuto Unionale che così come in vigore costituisce una vera e propria NEGAZIONE DELLA DEMOCRAZIA e DEL LEGITTIMO SISTEMA DI CONTROLLO che caratterizza i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti.
E’ notorio che in questi comuni la carica di assessore comunale è incompatibile con la carica di consigliere comunale e ciò proprio perché la ratio di cui all’art. 64 TUEL sta nell’opportunità di evitare un conflitto tra le diverse funzioni di componente dell’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo e quella di componente dell’organo esecutivo dello stesso comune.(controllore e controllato nella stessa persona).
Ebbene lo Statuto dell’Unione comuni alto Cilento , redatto nel lontano anno 2004 e cioè quando l’Unione era costituita da comuni con popolazione nettamente inferiore a 15.000 abitanti, prevede che il Consiglio unionale è costituito da tutti i Sindaci dei vari comuni e dai consiglieri nominati dai vari comuni (1 di maggioranza ed 1 di minoranza). Lo stesso Statuto prevede che la Giunta unionale è costituita da tutti i Sindaci dei vari comuni.
Quindi i Sindaci dei vari comuni appaiono sia nella Giunta che nel Consiglio e questa doppia apparizione viene ampiamente giustificata non solo dai Sindaci ma ovviamente anche dai consiglieri di maggioranza nominati dai vari comuni.
La frittata è bella e pronta.
Con questa frittata c’è ancora qualcuno che quando parla di ingresso del comune di Capaccio nell’Unione dei comuni , parla di governance di area vasta .
La governance certamente non può essere assicurata da un tale Statuto che , invece , assicura un vero e proprio government che gestisce solo poteri e risorse.
Gestione di poteri e di risorse che per Statuto avviene con la presenza di 1/3 del Consiglio formato dai consiglieri di minoranza dei vari comuni. E’ evidente che questo 1/3 del Consiglio serve solo per costituire una apparente e pura formalità di democrazia.
In parole povere un Ente comunale che per Statuto e per legge opera con la netta distinzione fra organo di indirizzo e di controllo (consiglio comunale) ed organo esecutivo (Giunta comunale) , con l’ingresso nell’Unione dei comuni e con la cessione all’Unione stessa di una pluralità di funzioni e servizi perde definitivamente anche l’ultimo barlume di democrazia vera.
Con tanta tanta stima
Agostino Abate – consigliere comunale di Agropoli


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