IL SINDACO PREMIER E LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

Negli anni novanta e nella pretesa di uscire dalla crisi dei partiti si formava una cultura politica condivisa che accentuava il valore della personalizzazione presentandola come il segnale dei nuovi tempi, l’enigma risolto della trasparenza politica: Il leader solo al posto dei partiti, questa è la credenza fondamentale.
Con piccole modifiche costituzionali culminate nella legge del 1999, già a livello locale (COMUNALE) la strada prescelta per rispondere alla caduta dei partiti fu subito quella della elezione diretta della carica monocratica (IL SINDACO) .
Ma alla elezione diretta del Sindaco venne affiancata e contestualizzata l’elezione del Consiglio Comunale .
Con queste due TESTE istituzionali e per il primo quinquennio il sistema sembra funzionare alquanto bene.
In questo primo quinquennio il Sindaco “coltiva” gli assessori (da egli nominati direttamente ) e vari consiglieri comunali; costoro diventano così suoi diretti alleati .
Con questi poteri e con questi alleati , il Sindaco , nel secondo quinquennio, si costruisce anche le candidature di coloro che saranno eletti a consiglieri e che apparterranno alla c.d. maggioranza “allargata” .
Da questo momento in poi la città è nelle “mani” di questo Sindaco e dei SUOI consiglieri e le minoranze potranno pure “schiattare” (non c’è altra terminologia): LE CONFERENZE DEI CAPIGRUPPO ANDRANNO DESERTE QUANDO LO DECIDERANNO LORO – LE COMMISSIONI CONSILIARI SARANNO CONVOCATE A LORO PIACIMENTO – E , OVE NECESSARIO , SI MODIFICHERANNO STATUTI E REGOLAMENTI (che poi nella sostanza sono piccole Costituzioni locali) – ETC.
In questo modo loro appariranno sempre e comunque democratici e le minoranze saranno considerate solo attaccabrighe ed inutili sostenitrici di una burocrazia distruttiva.
Le città rimangono così nelle mani di costoro per anni ed anni (infatti si “nominano” anche i loro successori) .

Il sindaco RENZI nei suo mandati comunali ha imparato la strategia ed ora la sta applicando nel corso del suo mandato nazionale.
Ha conquistato la segreteria del partito , ha distrutto i suoi amici e si è (auto)insediato.
Ora però dovrà affrontare comunque una tornata elettorale e soprattutto dovrà conservare questo potere per lunghi anni e , quindi , deve modificare quasi contestualmente sia le regole elettorali e sia le regole dell’ordinamento della Repubblica e cioè la Costituzione.
Con questa proposta di riforma della Costituzione e grazie all’Italicum – che della riforma costituzionale ha costituito il perno -, il Presidente del Consiglio, con il Senato ridotto ad un ombra, avrà il dominio incontrastato dei deputati in parte da lui stesso nominati, con un implicito e strisciante ridimensionamento degli organi di garanzia.

Infatti nella riforma Boschi i diritti delle minoranze parlamentari e lo statuto delle opposizioni sono rimessi ai regolamenti parlamentari che, com’è noto, devono essere approvati dalla maggioranza assoluta dei componenti della sola camera dei deputati (eletti nominati) e cioè solo dalla metà +1 e cioè da loro .
In questo modo anche lo Stato diventa come il comune e cioè loro appariranno sempre e comunque democratici svelti che sanno FARE mentre le minoranze appariranno sempre di più come delle inutili appendici che sanno solo lamentarsi e che vorrebbero solo e soltanto Burocrazia inutile.
Quella che loro chiamano Burocrazia inutile altro non è che DEMOCRAZIA VERA.
Il popolo sovrano elettore ha invece stabilito nelle ultime elezioni politiche (nazionali) che il sistema pseudo-maggioritario bipolare non è stato gradito ; è stato invece gradito un sistema maggioritario tripolare .
Allora l’ex Sindaco Renzi fa partorire a questo parlamento di transfughi (235 transfughi in 23 mesi) l’Italicum che costituisce il perno di questa DEFORMA Costituzionale.
Il Sindaco Renzi , ormai veterano della strategia comunale , l’ha trasposta pari pari a livello nazionale.
In parole chiare la riforma costituzionale che vuole apparire come fonte di un sistema politico leggero INTENDE VOLUTAMENTE scambiare i problemi di funzionalità con i problemi di legittimazione politica e ,quindi , vuole limitare i diritti delle minoranze-opposizioni.
Eppure è notorio che LE COSTITUZIONI NASCONO PER GARANTIRE I DIRITTI E LIMITARE IL POTERE.
Con tanta stima
Agostino Abate – consigliere comunale di Agropoli –


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